venerdì 16 maggio 2008

PIERINO E GLI ULTIMI DELLA CLASSE

Leggo che Luici Biglione esce con un film intitolato "Ultimi della classe". Leggo anche che, nel film, c'è un richiamo alla commedia anni settanta e che l'attrice protagonista è Sara Tommasi (qualcosa stona in questa frase, ma non so cosa).
A parte le ovvie considerazioni e osservazioni sull'attrice, che evito, vorrei ripercorrere, un po' come Fellini nel mitico Amarcord, le scoppiettanti stagioni di quegli anni felici.
Per chi quel periodo se lo fosse perso in quegli anni esistevano moltissimi cinema. Nel paese in cui vivevo, una decina di migliaia di abitanti, di cinema ce n'erano addirittura due. Nei paesini intorno poi ne esistevano molti altri, ma allora era normale. Proprio in quel periodo cominciò la crisi "dei" cinema (non inteso quindi come industria, ma come posto, quello fatto di seggiolini e biglietti). I cinema allora chiudevano uno dopo l'altro ad un ritmo impressionante.
Della chiusura di un cinema era possibile seguirne tutte le fasi, che sintetizzo, per semplicità, nei seguenti punti: fase normale, si programmavano film per la famiglia e di buona qualità, fase di pre-crisi, cominciavano a programmare horror e "B-Movie" (ma allora noi li chiamavamo "porcate"), fase di crisi piena, si programmavano solo film con titoli tipo "La supplente in gita" o robe simili. Quando un cinema cominciava a proiettare film del genere allora sapevi che da li a poco avrebbe chiuso.
Questo solo per puntualizzare che, per quanto ne sappia, nei felici anni '70 le commedie che adesso chiamano "da ri-valutare" non sono mai state veramente "valutate" un ganchè. Quei filmetti, girati in economia, spesso senza copione e con battutacce da caserma, piacevano solo a noi ragazzini arrapati ... e neanche poi tanto.
Solo un rimpianto: la Fenec era bellissima!

1 commento:

Francesco ha detto...

Concordo...La Fenec era bellissima..E mi permetto, lo è anche ora! Un caro abbraccio Andrea!